Il sito è lento: le 6 cause più comuni (e come accorgersene)
La lentezza è la perdita più silenziosa che esista: chi se ne va prima che la pagina si apra non compare da nessuna parte nelle statistiche, perché per il tuo sito non è mai arrivato. La buona notizia è che le cause sono quasi sempre le stesse sei.
Come misurarla in trenta secondi
Esistono strumenti gratuiti di Google che caricano davvero il tuo sito su un telefono simulato e ti danno un punteggio da 0 a 100. Non serve capire i dettagli tecnici: sotto 50 c'è un problema serio, sopra 90 sei messo bene. Provalo da telefono in 4G, non dal computer dell'ufficio con la fibra.
1. Immagini enormi
È la causa numero uno, di gran lunga. Una foto scattata col telefono pesa diversi megabyte e spesso finisce online così com'è, per essere mostrata grande come un francobollo. Ridimensionarle e convertirle nei formati moderni può togliere il 90% del peso senza che si veda differenza.
2. Troppi plugin
Ogni componente aggiuntivo carica altro codice, spesso su ogni pagina anche dove non serve. Venti plugin per fare cose che ne richiederebbero cinque sono un peso che paghi a ogni visita.
3. Servizi esterni
Chat, mappe, video, tracciamenti, caroselli di recensioni: ognuno apre una connessione verso un altro server. Il tuo sito diventa veloce quanto il più lento dei servizi che gli hai appeso addosso.
4. Hosting economico
Sotto un certo prezzo condividi il server con centinaia di altri siti. Nelle ore di punta rallentano tutti insieme.
5. Nessuna cache
Senza cache il server ricostruisce ogni pagina da zero a ogni singola visita, anche se non è cambiato niente. È lavoro buttato, e si vede.
6. Il tema pieno di tutto
I temi «universali» portano dentro decine di funzioni che non userai mai. Le paghi lo stesso, a ogni caricamento.
Il dettaglio tecnico: cosa misura davvero Google
I numeri che contano sono tre e Google li chiama Core Web Vitals. LCP (Largest Contentful Paint) è il momento in cui compare l'elemento più grande della pagina, di solito l'immagine principale o il titolo: l'obiettivo è restare sotto 2,5 s su rete mobile. CLS misura quanto la pagina balla mentre carica e deve stare sotto 0,1: si sfora quasi sempre perché immagini e riquadri non hanno dimensioni dichiarate e spingono giù il resto del contenuto. INP misura quanto ci mette la pagina a reagire a un tocco.
Nei referti di Lighthouse trovi anche il TBT (Total Blocking Time): il tempo in cui il thread principale del browser è occupato da JavaScript e non può rispondere a niente. È il colpevole numero uno quando la pagina si vede subito ma resta insensibile ai tocchi per qualche secondo.
Un dettaglio che sfugge quasi a tutti: le risorse dichiarate dentro il CSS, come i font, il browser le scopre solo dopo aver scaricato e interpretato il foglio di stile. Si crea una catena di richieste in serie che allunga l'LCP senza che nel codice sembri esserci niente di lento. Si spezza con rel="preload" sulle risorse critiche.