Guida

Sito vecchio: conviene rifarlo o sistemarlo?

«Bisogna rifare tutto» è la frase più redditizia del settore, e quasi sempre è vera solo a metà. Spesso il sito che hai è recuperabile con una spesa molto inferiore. Ecco come capire in quale caso ti trovi.

Prima domanda: il problema è la forma o la sostanza?

Se il sito è brutto ma la struttura regge, si può rifare l'aspetto tenendo l'impianto. Se il problema è che nessuno lo trova o che non si capisce cosa fai, rifarlo bello non risolve niente.

Quando basta sistemare

Il sito è lento ma i contenuti vanno bene. Le pagine ci sono ma i testi non convincono. Manca il modo di essere contattati facilmente. È aggiornabile e la tecnologia sotto è ancora mantenuta. In questi casi un intervento mirato costa una frazione.

Quando conviene rifare

La tecnologia sotto non riceve più aggiornamenti, quindi è un problema di sicurezza. Nessuno riesce più a modificarlo. Da telefono è inutilizzabile. L'attività è cambiata e il sito racconta un'altra azienda.

Il caso che quasi nessuno considera

Sito a posto, ma nessuno lo visita. Qui rifarlo è buttare soldi: il problema è la visibilità, e si risolve con la scheda locale, le recensioni e le citazioni. Un sito nuovo che nessuno vede resta un sito che nessuno vede.

Come decidere in modo onesto

Fatti dire cosa esattamente non va e quanto costa sistemare quel singolo pezzo. Se la risposta è sempre e solo «va rifatto tutto» senza entrare nel merito, chiedi un secondo parere.

Il dettaglio tecnico: come si migra senza perdere posizionamento

Il lavoro vero è la mappa dei reindirizzamenti: si esporta l'elenco completo degli indirizzi indicizzati del sito vecchio e a ognuno si associa la pagina corrispondente nel nuovo. Ogni vecchio indirizzo deve rispondere con un 301, cioè permanente, verso la nuova destinazione, e deve farlo con un solo salto: le catene di redirect diluiscono il segnale e allungano il caricamento.

Gli errori che fanno più danno sono due. Il primo è reindirizzare tutto alla home: per un motore di ricerca equivale a dire che quelle pagine non esistono più, e il posizionamento accumulato evapora. Il secondo è dimenticare i canonical, lasciando la stessa pagina raggiungibile da più indirizzi: con e senza www, con e senza barra finale, con parametri di tracciamento appesi.

Dopo il passaggio si controlla la copertura in Search Console per qualche settimana, si aggiorna la sitemap e si verifica che i 404 residui siano solo pagine che si voleva davvero eliminare. Un calo temporaneo di qualche punto è fisiologico; un crollo che non risale dopo un mese significa che la mappa aveva dei buchi.

FAQ

Domande frequenti

Se rifaccio il sito perdo il posizionamento su Google?

Il rischio esiste ed è reale se gli indirizzi delle pagine cambiano senza che nessuno imposti i reindirizzamenti. Fatto correttamente, il posizionamento si mantiene e spesso migliora, perché il sito nuovo è più veloce e meglio strutturato. È però la parte che viene dimenticata più spesso: mettila per iscritto nel preventivo.

Ogni quanto va rifatto un sito?

Non c'è una scadenza. Un sito costruito bene dura molti anni: quello che va aggiornato con regolarità sono i contenuti, non l'impianto. Il rifacimento serve quando cambia l'attività o quando la tecnologia sotto non è più supportata.

Posso tenere il dominio e cambiare tutto il resto?

Sì, ed è quello che si fa quasi sempre: il dominio è il tuo indirizzo e il valore accumulato negli anni sta lì. Si cambia il sito e si mantiene l'indirizzo, avendo cura di reindirizzare le vecchie pagine verso le nuove.

Rischio zero

Vedi il lavoro prima di pagarlo.

Prima del preventivo realizzo una bozza grafica gratuita del tuo sito, senza impegno: vedi il lavoro prima di decidere se pagarlo. Quasi tutti fanno il contrario: prima il preventivo al buio, poi si vede. Io preferisco farti vedere dove andiamo a parare.

  1. Mi racconti l'obiettivo. Due righe bastano: cosa deve fare chi arriva sul sito.
  2. Ti mando una bozza grafica gratuita. Il tuo sito, con i tuoi contenuti, non un template generico.
  3. Insieme alla bozza, il preventivo. Prezzo e tempi chiari, a quel punto sai già cosa compri.
  4. Decidi tu. Se non ti convince, ci siamo lasciati bene e la bozza resta tua.
Chiedi la bozza gratuita → Come lavoro nel dettaglio