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Quanto costa un e-commerce: le voci che fanno il prezzo

Due preventivi per lo stesso progetto possono differire di diecimila euro senza che nessuno dei due stia truffando nessuno. Cambia cosa c'è dentro. Ecco l'elenco delle voci, così puoi confrontarli davvero.

1. Il catalogo: quanti prodotti, e quanto sono complicati

Cento prodotti con una foto e un prezzo sono una cosa. Cento prodotti con taglie, colori, varianti che cambiano il prezzo e disponibilità diversa per ogni variante sono un'altra. Il numero conta meno della complessità.

2. Chi scrive schede e descrizioni

È la voce che sparisce più spesso dai preventivi. Scrivere trecento schede prodotto è un lavoro vero, e se non è inclusa il negozio resterà mezzo vuoto per mesi. L'ho visto succedere più volte di quante vorrei.

3. Le foto

Un e-commerce vive di foto. Se non le hai già fatte bene, o le fai fare o il negozio non venderà. Mettile in conto anche se nessuno te le nomina.

4. Pagamenti e spedizioni

Carta, PayPal, contrassegno, bonifico. Corrieri diversi, fasce di peso, soglie di spedizione gratuita, spedizioni all'estero. È la parte noiosa, va fatta bene, ed è quella che genera le telefonate di assistenza.

5. Il collegamento col gestionale

Se le giacenze devono aggiornarsi da sole e gli ordini finire nel tuo programma, serve un'integrazione. È spesso la voce più costosa dell'intero progetto, ed è esattamente quella che i preventivi economici non prevedono.

6. Fatturazione e adempimenti

Fattura elettronica, corrispettivi, registri. Tutto automatizzabile, ma va previsto e costa.

7. Resi e post-vendita

Un modulo di reso e uno stato ordine consultabile dal cliente abbattono le richieste di assistenza. Costano poco se pensati all'inizio, molto se aggiunti dopo.

8. Multilingua e valute

Vendere all'estero non è tradurre il sito: sono spedizioni, dogana, valute e condizioni diverse. Se non è nei piani di oggi dillo lo stesso, perché cambia il modo in cui si costruisce.

9. Velocità e struttura

Un e-commerce lento perde vendite in modo misurabile. Chiedi che il preventivo dichiari quale prestazione è attesa, con un numero verificabile da chiunque.

10. Formazione

Qualcuno dalla tua parte deve saper caricare un prodotto e gestire un ordine senza chiamare il fornitore ogni volta.

11. Cosa succede dopo

Aggiornamenti, sicurezza, backup, assistenza. Chiedilo prima e per iscritto: è la voce che genera più sorprese.

E le quattro che spesso non ti dicono

Le commissioni sui pagamenti, che restano tue per sempre. Il costo mensile dei servizi esterni collegati. Il tuo tempo per gestire ordini e assistenza. E il costo di portare le persone sul negozio: un e-commerce senza traffico è un magazzino con la serranda abbassata.

Il dettaglio tecnico: dove si perdono davvero le vendite

Su un negozio online i numeri che contano non sono quelli della home ma quelli del percorso d'acquisto. L'INP (Interaction to Next Paint) misura quanto ci mette la pagina a reagire a un tocco e dovrebbe restare sotto 200 ms: su una scheda prodotto con dieci script di tracciamento si sfora costantemente, e l'utente ha la sensazione che i pulsanti «non vadano».

Il secondo punto critico è la lista prodotti: caricare 200 schede con immagini a piena risoluzione affossa qualsiasi punteggio. Servono immagini in WebP o AVIF con srcset, loading="lazy" sotto la piega e width/height sempre dichiarati per non far ballare la griglia mentre carica.

Sul lato indicizzazione, ogni scheda prodotto dovrebbe esporre dati strutturati Product con offers, prezzo, valuta e disponibilità: è ciò che permette a Google di mostrare prezzo e disponibilità direttamente nei risultati. E le varianti vanno gestite con canonical corretti, altrimenti lo stesso prodotto in sei colori diventa sei pagine che competono fra loro.

FAQ

Domande frequenti

Perché non pubblichi un listino?

Perché una cifra senza il contesto di queste undici voci non ti serve a niente, e anzi ti confonde. Preferisco fare il contrario: ti mando prima una bozza grafica gratuita del tuo negozio, e il preventivo arriva insieme. Così, quando leggi il numero, hai già davanti quello che stai comprando e puoi giudicare se vale.

Un e-commerce da poche centinaia di euro può funzionare?

Come primo passo per capire se un prodotto vende, a volte sì: un negozio essenziale su una piattaforma in abbonamento serve a validare l'idea. Quello che non può fare è reggere un catalogo complesso, integrarsi col gestionale o sostenere volumi. Il rischio vero non è spendere poco: è spendere due volte, perché il secondo progetto ripartirà da zero.

Meglio una piattaforma in abbonamento o un negozio su misura?

L'abbonamento conviene con un catalogo semplice e la fretta di partire: qualcun altro si occupa di aggiornamenti e sicurezza, e paghi ogni mese. Il su misura conviene con processi particolari, integrazioni col gestionale o volumi tali che le commissioni superano il costo di sviluppo. La domanda giusta non è quale sia meglio in assoluto, ma dopo quanti mesi il canone supera la differenza di prezzo.

Rischio zero

Vedi il lavoro prima di pagarlo.

Prima del preventivo realizzo una bozza grafica gratuita del tuo sito, senza impegno: vedi il lavoro prima di decidere se pagarlo. Quasi tutti fanno il contrario: prima il preventivo al buio, poi si vede. Io preferisco farti vedere dove andiamo a parare.

  1. Mi racconti l'obiettivo. Due righe bastano: cosa deve fare chi arriva sul sito.
  2. Ti mando una bozza grafica gratuita. Il tuo sito, con i tuoi contenuti, non un template generico.
  3. Insieme alla bozza, il preventivo. Prezzo e tempi chiari, a quel punto sai già cosa compri.
  4. Decidi tu. Se non ti convince, ci siamo lasciati bene e la bozza resta tua.
Chiedi la bozza gratuita → Come lavoro nel dettaglio